Big, il primo divano sembra un’opera d’arte da salotto

divano voxel

Lo studio di architettura BIG, ovvero Bjarke Ingels Group, ha voluto lanciarsi nel mondo dei divani, proponendo il suo primo modello che è stato realizzato da parte del gruppo danese Common Seating. Si tratta di un interessante divano componibile, che è stato sviluppato appositamente per essere collocato in varie parti della casa, montato, capovoltato o comunque personalizzato in base a quelle che sono le proprie necessità.

Seguendo i ben famosi progetti che seguivano essenzialmente lo stile modulare, e che sono stati più di una volta ripresi anche da BIG, basti pensare alla LEGO House o al Serpentine Pavilion 2016, che si trova attualmente in installazione permanente in quel di Vancouver), anche Voxel, che corrisponde al primo divano di BIG, ha caratteristiche simili rispetto ad una specie di architettura in cui il design è una questione esclusivamente di competenza di chi lo sta utilizzando, visto che si può modificare in base alle singole necessità.

È qualcosa che si può inserire all’interno di un contesto casalingo, ma che diventa un elemento d’arredo anche in ufficio, dal momento che si può muovere e ricollocare con enorme facilità. Questa architettura, quindi, tende a prendere le sembianze delle varie funzionalità e comodità che vengono ricercate da chi deve usare questo divano.

Proprio il fatto di poter realizzare il mobile seguendo quelle che sono le proprie preferenze e praticità ricercate, può trasformarsi in una sorta di divertimento che va a creare una connessione emotiva con il consumatore. Tra quest’ultimo e il divano, quindi, si forma una sorta di empatia derivante proprio dal fatto che è stato modello a proprio piacimento.

In tal senso, è abbastanza facile mettere in evidenza come ci siano abbinamenti di colorazioni e tinte di ogni tipo o situazione. Ad esempio, Voxel è in grado di adeguarsi a quelle che sono le principali esigenze dell’utente, visto che permette di inserire un poggiapiedi, oppure un divano che può avere dimensioni più o meno ampie, ma che potrebbe prevedere anche la presenza di un tavolino con traliccio morbido pixelato.

Si tratta di un divano moderno che si distanzia notevolmente dall’idea, che in fondo è difficilmente superabile e lontana dalle tendenze attuali, di un salotto statico e con non poche difficoltà modificabile. Ed ecco spiegato il motivo per cui questo divano che viene formato da elementi componibili tra loro. Non è di certo un divano letto, ma quasi una sorta di architettura che si può inserire in qualsiasi tipo di ambiente.

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